Billy e me

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Le personalità ( Billy Idol)

mercoledì 12 dicembre 2007

Povera Patria..... Quanti perfetti ed inutili buffoni...

Dopo il servizio effettuate dalle “Iene” di Italia 1, torniamo ad affrontare la vicenda che ha visto coinvolto un cittadino macedone residente a Lavezzola e come lui altri 20 indagati tra Lavezzola e Conselice, e la richiesta del “Bonus Bebè”. A livello nazionale, sempre le “Iene”, hanno parlato di 30.00 indagati. Ma ricapitoliamo quanto successo. Il governo Berlusconi, con la finanziaria del 2005, ha previsto un bonus di mille euro a tutti i nati residenti in Italia, ma solo ai cittadini italiani e comunitari. Come ci spiega l’avv. Claudia Lusa, difensore di uno dei marocchini indagati- “ Successivamente all’entrata in vigore della legge, il Presidente del Consiglio ha inviato in base ai dati anagrafici, una lettera a tutte le famiglie dei nuovi nati residenti in Italia, indistintamente, quindi anche agli immigrati extracomunitari regolarmente residenti.” Il modulo inviato, però, non era un modulo qualsiasi ma era una dichiarazione sostitutiva di atto notatorio, quindi un’autocertificazione la cui sottoscrizione implicava la dichiarazione di essere cittadino italiano e/o comunitario. “Ovviamente quasi tutti gli extracomunitari che hanno ricevuto la lettera hanno compilato il modulo- prosegue l’Avv. Lusa- anche perché molti credevano che il figlio essendo nato in Italia, avesse acquisito la cittadinanza italiana, o come altri ancora, che non conoscendo bene la lingua italiana, non si sono resi conto del valore dell’autocertificazione”. Fatto sta che si sono tutti recati agli uffici postali ed hanno ritirato il bonus previsto di 1000 euro. A questo punto interviene però la polizia postale che denuncia il tutto con l’accusa di truffa aggravata e falso ideologico. Le “Iene” hanno successivamente sentito anche il Ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero che dichiarato: “Purtroppo la situazione è paradossale, e il processo penale seguirà il suo corso, anche se questo è un fatto assolutamente ingiusto, non da paese civile”. Il ministero ha comunque aperto un punto di contatto dove si può ricevere assistenza al numero verde 800 196 196.